La sera scorsa o qualche sera fa o chissà quante sere son
passate, passeggiavo nelle vie della mia città buia, fredda e sporca. E non la
riconoscevo!
… è cambiata tanto, ed il gioco di chiudere gli occhi e
ricordarmi come era, diventa sempre più difficile. Per la verità, non è così esistenziale
fare questo sforzo, ma viene d’istintivo quando sei su strade che hai percorso
volte e volte; da piccola, un po’ meno
piccola, sola, in compagnia, in bici o con la mia cinquecento.
Urbanisticamente non è cambiata così tanto; di certo vanta
rotonde e piste ciclabili, inserite qua e là, ed un bel ponte nuovo che ha
permesso di abbattere quello vecchio, peccato!
Ma demograficamente il cambiamento è vicino al radicale,
ogni volta mi stupisco di quante persone nuove son qui con noi; domani la città
diventerà loro casa, tanto quanto, lo è ora per me. Raramente si sentono a casa da
subito ma presto l’abitudine ed i ricordi si accumuleranno anche per loro.
Prima si ammucchieranno loro i ricordi, prima vorranno bene
a questa città, prima la sentiranno come loro e meglio sarà anche per noi.