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giovedì 9 aprile 2009

veridico

http://miskappa.blogspot.com/2009/04/eccomi.html
a chi credere?

veridico è un aggettivo che significa:
che dice la verità; veritiero, verace: un testimone veridico; una fonte storica veridica.
veridicamente è l’avverbio

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mercoledì 26 novembre 2008

vezzo

oggi è ilmiocompleanno e i miei genitori non mi hanno fatto gli auguri
ci ho messo 35 anni ma poi la spiegazione l’ho trovata
io ne sono convinta per gli altri capirlo è più difficile, ci riprovo:
loro son timidi e non son vezzi al vezzo
a casa mia persino a natale gli auguri non son disinvolti e guai a baciarsi,
che dire d’altro, son certa del loro affetto ma è vietato dimostrarlo.
anche per fare gli auguri ci vuole pratica e non avendone mai fatti o quasi
ogni anno che passa è sempre più difficile, ditelo a mia sorella,
che si lamenta sempre per questo ma
dovessi avvicinarmi per toccarla o schioccarle un bacio si chiude a riccio e rotola lontano,
son fatti così e ci han cresciuto così, che dire d’altro!


vezzo è un sostantivo maschile che significa:
1) abitudine, modo abituale di comportarsi: fare qualcosa per vezzo; ha il vezzo di piegare la testa quando ascolta; abitudine non bella, vizio: ha il vezzo di mangiarsi le unghie;
2) atto affettuoso: fare un vezzo a un bambino;
3) (plurale) smancerie, moine, leziosaggini: basta con questi vezzi; attrattive femminili; grazia, leggiadria: non sa resistere ai suoi vezzi;
4) monile da portare al collo, specialmente se costituito da perle o grani infilati: un vezzo di perle, di corallo, d'ambra.

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mercoledì 18 giugno 2008

caffettano

risaputa è
la mia voluttà per il caffè,
stavolta però sembra
ma non è


caffettano o caffetano o cafetano o caftan [caf-tàn] è un sostantivo maschile che significa:
abito maschile in uso nei paesi musulmani, lungo quasi fino ai piedi, aperto sul davanti e con maniche molto ampie.
voluttà è un sostantivo femminile che significa:
1) piacere, diletto;
2) il piacere che deriva dal soddisfacimento dei desideri sessuali; appagamento dei sensi, intensa emozione a esso legata: abbandonarsi alla voluttà; uno sguardo pieno di voluttà;
3) piacere, godimento acuto: bere con voluttà; assaporare un cibo con voluttà; la voluttà del potere, della vendetta, della sottomissione.

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martedì 17 giugno 2008

vindice

La vendetta non ha preveggenza (N. BONAPARTE)

Non c'è vendetta più bella di quella che gli altri infliggono al tuo nemico.
Ha persino il pregio di lasciarti la parte del generoso. (Cesare Pavese)

Un uomo che medita la vendetta, mantiene le sue ferite sempre sanguinanti (...)

Presto o tardi la Natura non manca di vendicarsi
per ogni azione dell'uomo diretta contro di lei (...)


vindice è un aggettivo che significa:
che vendica o rivendica.
preveggente è un aggettivo che significa:
che è in grado di prevedere quanto accadrà.

nota: ringrazio chechina per la ricerca degli aforismi

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mercoledì 14 maggio 2008

vituperio

sei tu la mia prima amica virtuale, fiordicactus,
da te mi sento letta e capita, mai trascurata sempre ascoltata,
accontentarti in parte è semplice, perché io adoro il piacere di un istante
- l’attimo in cui stringo i miei bimbi
- l’assaporare un caffè ristretto
- sentire un profumo che mi ricorda qualcosa di caro
- sedermi a ricamare o cucire un pensiero rigorosamente da regalare,
- abbandonarmi in una canzone che mi trasporta lontanissimo
- oppure l’esatto contrario: ascoltare il silenzio!
non vorrei arrecare vituperio se
non coinvolgo altri in questo ma
regalo solo a te il post dei miei piaceri.


vituperio è un sostantivo maschile che significa:
1) grave disonore, infamia: essere causa di vituperio; biasimo;
2) ingiuria, grave insulto, improperio: coprire una persona di vituperi;
3) persona o cosa che arreca vituperio o che è motivo di vergogna: quell'uomo è il vituperio della famiglia.

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venerdì 25 aprile 2008

vieto

oggi giorno di sgombero
quando il vieto occupa il tuo spazio vitale
dissipare è d'obbligo
chi mai ne aveva voglia non so
ma si è deciso e si è fatto
sicuro inizio incredula fine


vieto è un aggettivo che significa:
1) (spregiativo) antiquato, superato: idee, consuetudini viete; vieti pregiudizi;
2) (letterario) antico, abbandonato;
3) (toscano) stantio, rancido: salame, burro vieto;
come sostantivo maschile:
4) (raramente) sapore stantio: prendere di vieto.

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venerdì 31 agosto 2007

velleità

Quando ero una ragazzina ogni tanto avrei voluto partire, salutare tutti e andarmene da sola altrove per un po'. Per questa evasione la mia fantasia viaggiava fino ad un altra città d'Italia, magari una città più grande della mia tipo Milano o Bologna o Firenze o al massimo Roma.
Anche adesso che sono cresciuta quando sono stufa sento un impulso irrefrenabile di cambiare aria ma ora la mia fantasia esce dall'Italia e vola sino in Francia o Danimarca o Norvegia. Credo di avere una fantasia con visioni ottimistiche perché supera decisamente grandi ostacoli come possono essere la lingua, le abitudini, la lontananza, rendendo possibile un’evasione senza dubbio non facile.
La domanda nasce spontanea ma se arrivo alla terza età la mia fantasia cambierà solo continente o mirerà Marte?
velleità è un sostantivo femminile che significa:
desiderio ambizioso ma inconcludente; aspirazione irrealizzabile, troppo superiore alle effettive capacità personali: velleità giovanili; avere velleità artistiche, letterarie.

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venerdì 18 maggio 2007

vaticino

vaticino un week-end di ilarità
vaticino è il modo presente prima persona singolare di vaticinàre verbo intransitivo e transitivo che significa:
predire.
vaticino come sostantivo maschile significa:
(rarissimo) vaticinatore, profeta.
ilarità sostantivo femminile che significa:
1) disposizione al riso;
2) il ridere, specialmente prolungato: la sua battuta provocò l'ilarità generale.

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giovedì 17 maggio 2007

vanesio

oggi sono andata dal Dott. Filippelli dermatolo specialista delle malattie alla pelle, dovevo fargli vedere un fibroma a pastiglia di 5mm diametro e 3mm di spessore (scusatemi le specifiche tecniche), che da tempo ho sul polpaccio:

- "capisce Dottore che nel mentre sto cercando di fare la figa, taacc ... mi si vede il bubbone!" dissi io civettando;
- "capisco ma lei prosegua nel suo intento senza farci caso," rispose serenamente lui, concludendo "non è da togliere!".

e questo andrà notevolmente ad incidere sui miei momenti di vanesia.
ma una considerazione leggermente più acuta posso farla: se il medico non si è scomposto nemmeno un pochino davanti al mio fare fatuo cosa mai sentirà tutto il giorno dalla stragrande maggioranza delle/dei sue/suoi clienti?
vanesio è un aggettivo e un sostantivo maschile che si dice:
di persona che, volendo ostentare intelligenza ed eleganza, finisce coll'apparire sciocca, ridicola, fatua, vanitosa.
fatua è un aggettivo che significa:
che si dimostra, che appare vuoto e vano.
civettando è il gerundio del verbo civettare.
bubbone in questo caso è usato impropriamente perchè è un sostantivo maschile che sisgnifica:
1) [medico] tumefazione dei gangli linfatici, che in alcune malattie, come la peste bubbonica, si manifesta per lo più sotto l'ascella e all'inguine;
2) [figurato] male, piaga sociale di particolare gravità: il bubbone della corruzione.

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